Ablazione delle aritmie cardiache mediante radioterapia

Ablazione delle aritmie cardiache mediante radioterapia

Il 13 Dicembre 2017 segna il giro di boa per l’elettrofisiologia mondiale. Il primo manuscript sulla ablazione delle aritmie cardiache mediante SBRT (radioterapia, gamma knife) è apparso sul NEJM. Questo è l’inizio della fine della RF (radiofrequenza) molto probabilmente a favore della NON invasiva tecnica della radioterapia.

Il lavoro di Cuculich et al documenta come ablazione delle aritmie cardiache mediante SBRT (radioterapia) su 5 pazienti con tachicardia ventricolare REFRATTARIA a farmaci e a terapia ablativa convenzionale (RF) è nettamente superiore.

Riduzione del burden di VT

Come osserverete dai grafici il numero di Tachicardie Ventricolari (VT) si riduce enormemente dopo il primo mese da 6577 episodi a soli 4 (!). Sicuramente la riduzione è notevole (Relative reduction pari a 99%). Questi risultati si ottengono tramite l’introduzione della radioterapia, ossia una tecnica che concentra dei raggi gamma specificamente in un volume x dell’organismo. Questo volume, realizzato da coordinate geografiche dettate dall’imaging, viene calcolato mediante TAC.

La SBRT – radioterapia stereotassica corporea – (anche comunemente definita gamma knife) è presente in molti centri Italiani (piu di 30) ed è attualmente utilizzata per targetizzare tumori quali fegato, encefalo. In questi casi infatti il volume da colpire (il tumore) puo essere facilmente defnito in quanto gli organi sono statici nel senso che non si muovono nel tempo e nello spazio ( a differenza, invece, del cuore).

Dunque colpire con la SBRT una parte del cuore, quella responsabile della genesi delle aritmie è stato sempre considerato esser qualcosa di veramente difficile. Oggi però grazie a speciali tecniche di cardio-imaging questo è reso possibile.

Il processo per arrivare all’ablazione delle aritmie per SBRT

Nella figura sopra come osserverete il paziente è steso sul lettino, la aritmia ventricolare viene indotta mediante studio elettrofisiologico non invasivo (tramite il proprio ICD); l’aritmia viene mappata con ECGi (mappaggio non invasivo dell’aritmia) (biosemi ma anche cardioinsight) e il punto da cui l’aritmia origina viene dunque identificato.

A questo punto l’ablazione delle aritmie cardiache mediante SBRT è possibile. Mediante speciali software la SBRT “bombarda” esattamente il punto da colpire in maniera non invasiva e la procedura dura mediamente meno di 20 minuti! Al contrario delle odierne procedure di ablazione transcatetere delle aritmie cardiache che vanno fino a 6 ore! Inoltre l’ablazione con RF delle tachicardie ventricolari è gravata da importanti complicanze quali tamponamento cardiaco fino a morte.

 

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