Impianto di pacemaker – quando è necessario?

Impianto di pacemaker – quando è necessario?

Se siete finiti su questa pagina è perche sicuramente hanno proposto ad un vostro familiare, o a voi stessi, l’impianto di un pacemaker. Ma quando è necessario? Prima di tutto vorrei rassicurarvi : è una procedura molto semplice, veloce e (quasi) priva di complicanze serie.

L’impianto di pacemaker o anche detto elettrostimolatore è necessario ogni qualvolta il cuore soffre di una aritmia ipocinetica – ossia un battito rallentato che puo presentarsi sotto varie forme. Generalmente ci si trova in “urgenza” davanti un blocco atrio ventricolare di 3 grado (detto anche “completo”.

Blocco di III grado

Blocco di III grado

L’impianto di pacemaker è una procedura che dura al massimo un’ora (nel complesso) ma è pur vero che qualche volta, soprattutto nelle persone piu anziane, la procedura puo durare anche un po di piu per via di una anatomia “particolare”. E’ un device (ossia un piccolo computer) che si mette sotto pelle (vicino la clavicola sinistra, generalmente).

Pacemaker di dimensioni veramente ridotte

Pacemaker di dimensioni veramente ridotte

Come vedete dalla figura qui sopra rappresentata il device (pacemaker) è collegato ad un filo che sarebbe la sonda. Questa sonda viene introdotta dal medico attraverso la vena cefalica o la vena ascellare, o la vena succlavia e viene “spinta” fino al cuore. Verrà dunque posizionato nel ventricolo. In questo caso l’impianto di pacemaker verrà chiamato MONOCAMERALE (ossia un pacemaker con una sola sonda – in ventricolo). In molti casi, pero’, è necessario impiantare un Pacemaker BICAMERALE – cioè due sonde – una in atrio e una in ventricolo. Questo nei casi di completo blocco del sistema di conduzione.

La procedura dunque consiste nel  1) “incidere” la cute al livello della clavicola (subito al di sotto) 2) creare una tasca dove poter alloggiare il pacemaker  3)  accedere al sistema cardiovascolare con puntura della vena succlavia o vena ascellare oppure , dipende dal cardiologo, ottenere l’accesso di una vena cefalica. 4) introdurre la/e sonda/e e avanzarla/e fino al cuore. Le sonde verranno cosi collegate al device, e la tasca verrà ricucita.

Impianto di pacemaker

Impianto di pacemaker

E’ una procedura che deve rispettare tutti i crismi della sterilità . Se qualcosa viene meno, nel giro di poche settimane la ferita, la tasca, l’intero sistema impiantato puo infettarsi con delle complicanze locali (solo a livello della tasca) o sistemiche (endocardite).  Questa l’unica, vera, temibile complicanza dell’impianto di pacemaker. In questo caso – l’unica cosa da farsi è eseguire l’estrazione transcatetere del pacemaker. Tale procedura è sicuramente qualcosa di semplice, non complessa, nel caso di sonde e devices impiantate recentemente (meno di un anno). Dopo un anno, soprattutto nei casi superiori a 5 anni … l’estrazione è qualcosa di veramente complesso che può anche contemplare una situazione “fatale”.

Infezione di pacemaker

Infezione di pacemaker

Dunque le complicanze dell’impianto di pacemaker si dividono in 1) periprocedurali (che avvengono durante l’impianto) 2) post procedurali. Le complicanze periprocedurali possono essere gli ematomi – pneumotorace. L’incidenza di pneumotorace varia dal 0.5% al 1.3% .  Per escludere la presenza di pneumotorace si richiede, molto spesso, un RX torace dopo l’impianto (il mattino dopo). Sicuramente l’accesso tramite vena cefalica è esente da pneumotorace . Clicca qui sotto sulla freccia se vuoi vedere un video riguardo l’intervento.

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