PJRT – Tachicardia reciprocante giunzionale permanente

PJRT – Tachicardia reciprocante giunzionale permanente

In inglese nota come permanent junctional reciprocating tachycardia (PJRT) e in francia come Tachicardia di Coumel, è un’aritmia tipica dell’infanzia / adolescenza (85%) dei casi. Nella maggior parte dei casi ci si trova di fronte a neonati ( < 1 anno di età).

La “migliore” definizione della PJRT è la seguente: una tachicardia a QRS stretti, a carattere incessante, meccanismo del tipo On/Off, con onde P negative in D2, D3, aVF (derivazioni inferiori) con RP lungo, sostenuta da una via accessoria concealed (nascosta) capace SOLAMENTE di conduzione retrograda, con proprietà di conduzione decrementale.

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PJRT – Notare il lungo intervallo RP e le onde P negative in inferiore

Allo studio elettrofisiologico dovranno essere escluse le seguenti aritmie : Tachicardia atriale, una AVNRT (naturalmente Atipica – Fast – slow). Una manovra utile a far diagnosi di PJRT è la dimostrazione di una pre-eccitazione atriale quando durante tachicardia viene delivered a V his Sync beat (un’extra ventricolare quando l’His è refrattario). In tale modo si potrà dimostrare una modificazione del successivo intervallo A-A. Osservare la “decrementalità” della via accessoria è importante. Nota: Non si avrà una fusione A-V come nelle “classiche” vie accessorie proprio per via di questa “slow conduction” lungo la via accessoria.

L’ablazione verrà guidata seguendo la prima A (onda atriale nel CS). Nella stragrande maggioranza dei casi (98%) si tratta di una via postero-settale.

Secondo le ultime pubblicazioni un 18% sino al 30% dei pazienti svilupperanno una tachi-cardiomiopatia (per l’elevata frequenza ventricolare – la conduzione AV 1:1 ratio è di regola ed è necessaria altrimenti non si tratta di PJRT). Questa è la principale indicazione al trattamento elettrico (ablazione con RF) della aritmia prima che, appunto, si sviluppi una cardiomiopatia relata all’elevata frequenza cardiaca. La terapia farmacologica può alleviare i sintomi ma raramente potrà “eliminare” l’aritmia.

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